Terre d’Occitania 2010

Questo vino è fatto con della sana uva selezionata dal nostro vigneto autoctono a bacca rossa.
Ci troviamo in Piemonte, più precisamente in Val di Susa, quasi ai confini con la Francia, in una delle Valli più conosciute d’Italia, in un territorio viticolo altamente vocato, con pochissime bottiglie prodotte, ottenute da un piccolo vigneto montano con bassissime rese per ettaro. Questo vigneto, di proprietà dei quattro nipoti di una coppia di nonni che con molti sacrifici ha voluto regalare l’amore per la terra ai figli delle loro figlie, è situato a circa 750 metri s.l.m. Si trova nel territorio di Chiomonte, e le viti sono arroccate sul Puy, un ampio poggio che si affaccia con strapiombanti pareti sulla Dora Riparia e che produce questo vino che esprime le calde fragranze di una montagna soleggiata e esposta ai venti. L’evoluzione dei grappoli è seguita attentamente, le vendemmie sono effettuate manualmente a perfetta maturazione, le fermentazioni avvengono in contenitori di acciaio, l’affinamento si protrae in bottiglia, periodo in cui il vino riposa prima della messa in commercio.
Il lavoro delle viti per la produzione di questa frutta inizia ben prima dell’annualità di produzione del vino, in comunione con gli elementi naturali già nell’autunno e nell’inverno precedenti. Il vigneto si trova sulla sommità di un poggio ben esposto, molto ventilato, in una zona xerotermica che garantisce un clima eccezionale sulle pendici delle Alpi. L’inverno è sempre nevoso, ma l’ottima esposizione lo rende mite. La brezza costante durante il resto dell’anno rende il clima asciutto e ventilato, ideale per la coltivazione della vite.
Le cure dedicate alle viti vengono effettuate tutte manualmente su terreni scoscesi, sui quali sono stati ricavati piccoli terrazzamenti con muretti a secco. L’ottima esposizione a Sud, il clima asciutto e ventilato del poggio e il calore immagazzinato dalle pietre durante la giornata e restituito nella notte permettono anche a queste altitudini una maturazione eccezionale dei grappoli.
Non vengono usati diserbi chimici, prodotti sistemici o concimi sintetici. Le viti hanno ricevuto solo letame maturo nel momento della messa a dimora. Durante la fase vegetativa solo rame e zolfo, in dosi limitate, in soccorso alle viti contro la peronospora e l’oidio. Le erbe infestanti sono falciate o tolte manualmente, all’occorrenza. Spesso tra le file una variegata cotica erbosa autoctona, con silene, origano, fragoline selvatiche, che mantengono la giusta umidità del terreno.
Essendo il vigneto confinante con il bosco, per proteggere i grappoli dagli uccelli ogni anno quando le bacche cominciano ad arrossarsi vengono distese intorno a ogni singolo filare delle reti per una lunghezza complessiva di più di cinque chilometri, fissate manualmente al di sopra e al di sotto di ogni vite, mentre intorno al vigneto sono controllate spesso le recinzioni per evitare che cervi, caprioli, tassi e cinghiali spargano a terra i grappoli o si cibino dei morbidi germogli delle piante. Il metodo agricolo utilizzato è quello biologico.
I tradizionali vitigni sono la discendenza di esemplari adattatisi nel corso dei secoli alla quota estremamente elevata ed al clima alpino, e costituiscono la caratteristica peculiare di questo inusuale paesaggio montano. Le uve profumate e saporite, da viti di Avanà Bequet Chatus e Barbera, quando giungono a maturazione, in genere entro i primi dieci giorni di ottobre, sono raccolte manualmente in piccole casse che debbono essere trasportate attraverso uno scosceso sentiero per uscire dall’area boschiva.
Queste condizioni estreme, la particolare cura in vigneto e in cantina, unite alla limitata produzione rendono il vino BIO Valsusa doc “Terre d’Occitania” un vino unico, caratterizzato da una forte identità territoriale.

Azienda Agricola Biologica